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Un sito per un ristorante o un hotel costa da qualche centinaio di euro, per una vetrina semplice, a oltre 5.000 €, quando ci sono prenotazioni, più lingue e vendita online. Poi ci sono i costi di ogni anno: qualche centinaio di euro fra dominio, hosting e manutenzione, più il canone del sistema di prenotazione.

In breve: quanto costa
Tipo di sitoCosa comprendePrezzo indicativoCosa lo fa salire
VetrinaPoche pagine, menu, foto, orari, contatti, una linguaDa qualche centinaio di euro fino a circa 2.000 €Disegno su misura, foto e testi da fare
Con prenotazioniTavoli per il ristorante, camere per l’hotelFra 2.000 e 5.000 € circa, più il canone del sistemaChannel manager, più pagine, SEO
Più lingueIl sito in inglese e nelle lingue dei tuoi ospitiDa qualche centinaio a un paio di migliaia di euro in più, più la traduzioneQuante lingue, quanti testi
Con vendita onlineBuoni regalo, ordini, cene evento, una bottegaDa qualche migliaio di euro, oltre 5.000 € per un e-commercePagamenti, collegamenti col gestionale
Ogni annoDominio, hosting, manutenzioneQualche centinaio di euroI canoni dei sistemi di prenotazione
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Cosa c’è dentro il prezzo

Un sito per un locale sembra una cosa semplice: il menu, qualche foto, l’indirizzo, il telefono. Il prezzo, però, cambia molto a seconda di cosa ci metti dentro.

  1. 01Modello pronto o disegno su misuraUn modello si adatta in fretta e costa poco, ma somiglia a mille altri siti. Un sito disegnato sul tuo locale parte dai colori, dalle foto e dal tono che hai già. Per questo chiede più lavoro.
  2. 02Quante pagineHome, menu, chi siamo e contatti bastano a un’osteria. Un ristorante con eventi, cantina, sala privata e menu diversi a pranzo e a cena ne ha il doppio. Ogni pagina va scritta, fotografata e tenuta aggiornata.
  3. 03Il menuSi può caricare un PDF o scriverlo come testo nella pagina. Il testo chiede un po’ di lavoro in più, ma si legge bene dal telefono, si aggiorna in un minuto e Google lo legge come il resto del sito.
  4. 04Le prenotazioniUn modulo che manda una mail è la soluzione più semplice. Un sistema vero mostra i posti liberi e manda la conferma al cliente. Di solito si paga a canone, a parte dal sito.
  5. 05Le lingueSe lavori con i turisti, il sito almeno in inglese serve. Ogni lingua aggiunge lavoro di impianto e di traduzione.
  6. 06Foto e testiChi li fa, e se sono nel prezzo, cambia parecchio il conto. Hanno un capitolo a parte, più sotto.
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Le fasce di prezzo

Il prezzo preciso arriva solo dopo aver visto il locale. Queste sono le fasce che si trovano sul mercato italiano, con quello che sposta ciascuna. IVA di solito esclusa.

  1. 01VetrinaDa qualche centinaio di euro fino a circa 2.000 €. Poche pagine, il menu, le foto, gli orari, la mappa, i contatti, una lingua. In basso ci sono i modelli pronti con le foto che hai già; verso l’alto il disegno su misura e le foto fatte apposta.
  2. 02Con prenotazioniFra 2.000 e 5.000 € circa, più il canone del sistema che le gestisce. Per un ristorante i tavoli sono la parte semplice. Per un hotel le camere, con tariffe e disponibilità da tenere allineate ai portali, chiedono più lavoro.
  3. 03Più lingueSi aggiungono da qualche centinaio a un paio di migliaia di euro, più la traduzione dei testi. Contano quante lingue, quanti testi e se a tradurre è una persona o una macchina con qualcuno che rivede.
  4. 04Con vendita onlineBuoni regalo, cene evento, ordini da asporto, una bottega di prodotti. Le soluzioni più semplici partono da qualche migliaio di euro, un e-commerce vero va oltre i 5.000 €. Pesano la piattaforma, i pagamenti e i collegamenti col gestionale.

Sotto la prima fascia ci sono i siti fai-da-te, a qualche decina di euro al mese. Per partire possono bastare, ma foto, testi e aggiornamenti restano a te.

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Per un hotel: cosa cambia

Un sito per un hotel o un b&b costa più di quello di un ristorante, per tre motivi.

  1. 01Il booking engineÈ il sistema che fa prenotare la camera sul tuo sito, con date, tariffe e pagamento. Di solito si paga a canone. Conviene sceglierlo prima di disegnare il sito, perché il sito ci si deve collegare.
  2. 02Il channel managerTiene allineate le camere libere fra il tuo sito, Booking, Expedia e gli altri portali, così la stessa stanza non si vende due volte. Se lavori con più di un portale, serve.
  3. 03Le pagineOgni tipo di camera vuole la sua pagina, con foto e servizi. Un ristorante, una spa, una sala per eventi sono altre pagine e spesso altre foto.

Un b&b con poche camere sta fra la vetrina e la fascia con prenotazioni. Un hotel con ristorante, spa ed eventi va oltre i 5.000 €, a volte parecchio oltre.

E c’è un obbligo da non dimenticare: il CIN, il codice identificativo nazionale delle strutture ricettive, va indicato in ogni annuncio, sito compreso. Se manca, si rischia la multa.

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Il sito contro le commissioni delle piattaforme

Per capire se un sito conviene, mettilo accanto a quello che paghi oggi alle piattaforme che ti portano le prenotazioni.

  1. 01TheForkSi paga una commissione per ogni coperto che si presenta. In alcuni contratti c’è anche un canone mensile. La tariffa non è pubblica e cambia da contratto a contratto: le cifre che girano fra i ristoratori stanno fra i due e i tre euro a persona.
  2. 02BookingSi paga una percentuale su ogni prenotazione. La commissione in genere sta fra il 15 e il 20% del soggiorno, e sale con i programmi che danno più visibilità.

Per fare un conto: su una camera da 150 € a notte, vanno a Booking fra 20 e 30 € circa. Su un tavolo da quattro, a TheFork va una decina di euro, a ogni prenotazione.

Le piattaforme portano clienti che da soli non ti troverebbero: conviene restarci. Il sito serve a chi ti conosce già: chi torna, chi ha visto il tuo profilo e cerca il tuo nome trova lì un posto dove prenotare direttamente. Ogni prenotazione che passa di lì è una commissione che resta a te.

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Quanto costa tenerlo, anno per anno

Al prezzo del sito si aggiungono alcune voci che tornano ogni anno.

  1. 01Dominio e hostingL’indirizzo del sito e lo spazio dove vive. Insieme vanno da qualche decina a qualche centinaio di euro l’anno.
  2. 02ManutenzioneAggiornamenti, sicurezza, copie di backup, piccole modifiche. Si paga a canone o a intervento, ed è bene sapere prima cosa comprende.
  3. 03I canoni dei softwareIl sistema per i tavoli, il booking engine, la piattaforma dell’e-commerce: quasi tutti si pagano al mese o all’anno, a parte dal sito.
  4. 04Gli aggiornamentiIl menu cambia con le stagioni, i prezzi cambiano, gli eventi passano. Qualcuno li deve aggiornare: tu, da un pannello semplice, o chi ha fatto il sito, a canone.

Fra dominio, hosting e manutenzione il conto di ogni anno sta di solito in qualche centinaio di euro, canoni esclusi. Prima di firmare, conviene decidere chi aggiorna il menu e gli orari.

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Foto e testi: chi li fa

Le foto sono il modo in cui chi non c’è mai stato si fa un’idea della sala, dei piatti, delle camere. Su un sito per un ristorante o un hotel sono una parte grossa del lavoro.

  1. 01Le fotoQuelle fatte col telefono durante il servizio vanno bene per le storie di Instagram. Sul sito, in grande, mostrano i loro limiti. Uno shooting di piatti, sala e dettagli è una voce a parte. A volte non è nel preventivo del sito: chiedi se c’è.
  2. 02I testiChi siamo, la cucina, le camere, i servizi. Poi le stesse cose in inglese. Se li scrivi tu il sito costa meno, ma servono tempo e un po’ di mestiere. Se li scrive chi fa il sito, sono un’altra voce del conto.
  3. 03Il menuVa riscritto per il sito, non solo copiato: nomi dei piatti chiari, prezzi aggiornati, la versione in inglese.

Le foto non servono solo al sito. Le stesse immagini vanno su Instagram, sulla scheda Google, sui portali. Per questo conviene pensarle tutte insieme.

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Mi serve un sito se ho Instagram e TheFork?

Dipende da chi sono i tuoi clienti. Un locale di quartiere, con una clientela fissa e una scheda Google curata, può andare avanti anche senza. Il sito serve quando:

  1. 01Lavori con chi viene da fuoriChi arriva da fuori non ti conosce e ti cerca su Google, nella sua lingua. Sul sito trova menu, orari e un modo per prenotare.
  2. 02Vuoi le prenotazioni diretteSu Instagram e TheFork le regole le fa qualcun altro. Il sito è l’unico dei tre dove regole, grafica e prenotazioni le decidi tu.
  3. 03Hai eventi, una sala privata, un’offerta per i gruppiSu Instagram un post scorre via in pochi giorni. Sul sito la pagina resta: chi cerca una cena aziendale nella tua città la può trovare.
  4. 04Vuoi comparire nelle risposte dell’intelligenza artificialeGoogle e gli assistenti come ChatGPT costruiscono le risposte leggendo le pagine dei siti. Un menu scritto nella pagina, con orari e indirizzo, è materiale che possono usare.

Instagram e TheFork restano utili, perché portano gente nuova. Ma le regole le fanno loro e cambiano senza chiederti niente: nel 2023 TheFork ha annunciato un aumento delle commissioni del 12,6%.

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Cinque domande da fare prima di firmare

  1. 01«Foto e testi sono compresi?»Se no, chiedi quanto costano a parte, o chi li fa.
  2. 02«Il menu lo posso aggiornare da solo?»Se ogni modifica passa da chi ha fatto il sito, è un costo che torna a ogni stagione.
  3. 03«Quanto costa al mese il sistema di prenotazione?»Il canone va messo nel conto dell’anno. E chiedi di chi sono i contatti dei clienti che prenotano.
  4. 04«Cosa comprende la manutenzione?»Solo aggiornamenti e sicurezza, o anche le modifiche? E in quanto tempo rispondono?
  5. 05«Il sito è intestato a me?»Dominio, contenuti e foto devono restare tuoi, anche se un giorno cambi chi te lo segue.
FUL Agency

Come lo facciamo in FUL

Un sito per un ristorante o un hotel lo cominciamo da quello che deve fare: portare prenotazioni dirette, farsi capire da chi arriva da fuori, restare aggiornato senza fatica. Poi decidiamo insieme cosa serve davvero e cosa conviene lasciare alle piattaforme.

Le foto e i testi li produciamo noi, con i nostri fotografi e copywriter. I progetti qui sotto mostrano proprio questa parte del lavoro: lo shooting per Amedeo Restaurant, pensato per il sito e per i social, le foto di ogni stagione per MAG 56 e l’immagine costruita per l’Hotel Atlantico.

Il servizioSiti web ed e-commerce

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