Passa al contenuto
Journal

Come farsi trovare da ChatGPT (e dalle risposte AI di Google)

Argomenti
Web & SEO
Lettura
7 minuti
Scritto da
Founder / Project Manager
Una mano sfiora una barra di ricerca luminosa davanti a un tablet, in luce blu e rossa

Per farti trovare da ChatGPT e dalle AI Overview di Google servono le basi della SEO, più il lavoro che sta fuori dal sito: pagine che rispondono chiaro alle domande dei clienti, un sito che i loro programmi possono leggere, recensioni e altri siti che dicono di te la stessa cosa. Nessuno può garantirti la citazione, ma puoi controllare se ci sei.

In breve: cosa fare
DoveCosa si faPerché
Sul sitoPagine che rispondono alle domande dei clienti, contenuti in forma di testo, porte aperte ai programmi di Google e di ChatGPTUn’AI cita le pagine che riesce a trovare e a leggere
Fuori dal sitoScheda Google completa, recensioni, articoli e menzioni su altri siti, gli stessi dati ovunqueUna risposta mette insieme più fonti, non solo la tua
Il controlloFare a ChatGPT e a Google le domande dei clienti e guardare chi citanoÈ l’unico modo di sapere se ci sei
Fuori controlloQuando compare una risposta AI e quali fonti sceglieNessuno può garantire la citazione
(01)

Cos’è l’ottimizzazione AIO

Oggi una domanda si può fare a un’intelligenza artificiale invece che a un motore di ricerca: a ChatGPT, a Perplexity, oppure a Google stesso, che in cima ai risultati mostra una risposta scritta dall’AI, la AI Overview. In Italia è arrivata il 26 marzo 2025, per chi è maggiorenne e cerca con il proprio account Google.

Il lavoro per comparire in quelle risposte si chiama ottimizzazione AIO. Nel mestiere circolano tre sigle per la stessa cosa.

  1. 01AIOAI Optimization: farsi trovare e citare dalle intelligenze artificiali. La stessa sigla però si usa anche per dire AI Overview. E c’è un plugin di WordPress, All in One SEO, che molti abbreviano così: se cerchi la sigla, trovi di tutto.
  2. 02GEOGenerative Engine Optimization: ottimizzazione per i motori che scrivono una risposta invece di dare un elenco di link.
  3. 03AEOAnswer Engine Optimization: ottimizzazione per i motori di risposta. Stesso concetto, guardato dalla parte della risposta.

Comunque lo chiami, questo lavoro non sostituisce la SEO: ci si appoggia sopra. Google lo scrive chiaro: per le sue risposte AI valgono le regole di base della SEO. Un’ottimizzazione speciale non serve.

(02)

Da dove prendono le risposte

Prima di capire cosa fare conviene sapere come lavorano Google e ChatGPT.

  1. 01GooglePer comparire come link in una AI Overview, una pagina deve essere indicizzata e poter uscire nei risultati con la sua anteprima di testo. Google dice che non ci sono requisiti tecnici aggiuntivi. Per costruire la risposta fa più ricerche collegate insieme, una per ogni aspetto della domanda. Così mostra più pagine di una ricerca normale.
  2. 02ChatGPTQuando cerca sul web usa un suo programma, OAI-SearchBot, che legge i siti. OpenAI scrive che i siti che lo bloccano non compaiono nelle risposte di ricerca di ChatGPT. Quando non cerca, risponde con quello che ha imparato durante l’addestramento: lì non c’è niente da sistemare.

In pratica: una pagina che Google non trova, o che ChatGPT non può leggere, non verrà citata, per quanto sia scritta bene. Si parte da qui.

(03)

Cosa si fa sul sito

  1. 01Rispondi alle domande vereNon quelle sul tuo prodotto: quelle sul problema che risolve. «Quanto costa», «come si sceglie», «cosa serve per». Le trovi nelle email e al telefono, in quello che rispieghi ogni settimana. Ogni pagina importante risponde nelle prime righe, con una frase che si capisce anche da sola.
  2. 02Scrivi i fatti che hai solo tuSe la tua pagina dice quello che dicono altre cento, una risposta non ha motivi per scegliere la tua. Prezzi indicativi, tempi, materiali, zone servite, casi reali: i dettagli che conosce solo chi fa il mestiere.
  3. 03Metti il contenuto in forma di testoGoogle chiede che i contenuti importanti siano disponibili come testo. Un menu caricato come foto, un listino scansionato, gli orari scritti dentro un’immagine: per un programma che legge rischiano di non esserci.
  4. 04Lascia entrare chi leggeIl file robots.txt del sito dice quali programmi possono entrare. Deve lasciar passare quello di Google e OAI-SearchBot di ChatGPT.
  5. 05Tieni allineati i dati strutturatiSono righe di codice che dicono a un motore «questo è un ristorante, questi sono gli orari, questo è il prezzo». Google chiede che corrispondano a quello che si legge sulla pagina.

E i file pensati apposta per le AI, come il llms.txt di cui si parla molto? Per le sue risposte Google dice che non servono requisiti aggiuntivi. Meglio partire dalle basi.

(04)

Cosa si fa fuori dal sito

Una risposta AI non si basa solo su quello che dici tu. Mette insieme più fonti. Per un’attività con una sede, buona parte di quello che si sa di te sta fuori dal tuo sito.

  1. 01La scheda GoogleIl profilo dell’attività, con indirizzo, orari, categoria e foto. Google chiede di tenerlo aggiornato anche nella pagina che spiega le sue risposte AI, e scrive che le schede complete e accurate compaiono più facilmente nei risultati locali.
  2. 02Le recensioniPer i risultati locali Google conta anche quante recensioni hai e come sono valutate. E consiglia di rispondere. Chiedile ai clienti contenti e rispondi a tutte, anche a quelle storte.
  3. 03Gli altri siti che parlano di teUn articolo su una rivista di settore, una guida della città, un’associazione, un portale di prenotazione. Per i risultati locali Google guarda anche quanti siti rimandano alla tua attività. Più fonti affidabili dicono di te la stessa cosa, più è probabile che una risposta ti includa, anche se è una tendenza e non una regola scritta.
  4. 04Gli stessi dati ovunqueNome, indirizzo, telefono e orari uguali su sito, scheda Google, social e portali. Se il sito dice chiuso il lunedì e la scheda dice aperto, chi scrive la risposta deve scegliere. Può sbagliare.
(05)

Qualche esempio per settore

Quattro casi: la domanda che fa un cliente, e cosa serve per entrare nella risposta.

  1. 01Ristorante«Dove mangiare pesce a Livorno con una terrazza». Servono il menu in testo sul sito, la scheda Google con foto e orari giusti, recensioni che parlano del pesce e della terrazza. Meglio ancora se una guida locale ti nomina.
  2. 02Hotel«Hotel a Firenze vicino al centro con parcheggio». Il parcheggio va scritto sul sito, con prezzo e condizioni, e sulla scheda Google fra i servizi. Se compare solo in una foto, per una risposta non esiste.
  3. 03Cantina«Cantina nel Chianti da visitare con degustazione». Serve una pagina per le visite con giorni, durata, prezzo e modo di prenotare, più la presenza nelle guide del vino e nei portali della zona.
  4. 04Azienda che vende ad altre aziende«Fornitore di attrezzature per la ristorazione in Toscana». Contano le pagine prodotto chiare, i marchi trattati scritti per esteso e le informazioni tecniche scritte nella pagina, non solo in un catalogo da scaricare.
(06)

Come controllare se un’AI ti cita

Per cominciare non serve uno strumento a pagamento. Basta un’ora al mese.

  1. 01Scrivi le domande dei tuoi clientiDieci domande, come le farebbe qualcuno che non ti conosce e non sa il tuo nome: «dove…», «quanto costa…», «il migliore per…», con la città.
  2. 02Falle a più AIA ChatGPT con la ricerca attiva, a Perplexity, a Google. Annota chi viene nominato e quali siti compaiono come fonti: tu, i concorrenti, i portali.
  3. 03Chiedi di te per nome«Cosa sai di [nome della tua azienda]?». Controlla orari, servizi e prezzi. Se c’è un errore, cerca da dove può venire: una scheda vecchia, un portale non aggiornato.
  4. 04Guarda Search ConsoleÈ lo strumento gratuito di Google per chi ha un sito. Le visite che arrivano dalle AI Overview sono contate lì, nel report sul rendimento, insieme al resto del traffico da Google.
  5. 05Rifallo uguale ogni meseLe risposte non sono sempre le stesse: cambiano da un’AI all’altra, a volte anche da una volta all’altra. Conta l’andamento su qualche mese, non la singola risposta.
(07)

Cosa non dipende da te

  1. 01Quando compare una risposta AIGoogle mostra una AI Overview solo quando i suoi sistemi decidono che aggiunge qualcosa a una ricerca normale, e scrive che spesso non compare.
  2. 02Quali fonti sceglieNessuno può garantirti di finire in una risposta, né su Google né su ChatGPT. Per i risultati locali Google lo dice in chiaro: un posizionamento migliore non si può chiedere né comprare. Se qualcuno te la promette, conviene chiedergli come fa a controllarla.
  3. 03Quello che l’AI ha già imparatoLe risposte date senza cercare sul web vengono da testi letti durante l’addestramento. Lì non si interviene direttamente.

Quello che resta in mano tua è comunque parecchio: un sito che si lascia leggere, pagine che rispondono, dati giusti ovunque, clienti che parlano di te. Ed è lo stesso lavoro che serve a chi ti cerca su Google nel modo di sempre.

FUL Agency

Come lo facciamo in FUL

Per noi l’ottimizzazione AIO parte dalla SEO. Analizziamo le domande che fanno i tuoi potenziali clienti e guardiamo quali risposte AI compaiono nel tuo settore. Poi lavoriamo sulla struttura tecnica del sito e sui contenuti, perché rispondano davvero a quelle domande.

Il lavoro sui siti e sui contenuti lo trovi nei progetti: per DEL il sito nuovo e contenuti tecnici spiegati con chiarezza, per Essere Bio l’e-commerce su Shopify pensato per un catalogo grande, per Mantoflex un magazine digitale con articoli ogni mese.

Il servizioSEO e ottimizzazione AIO

Hai un progetto in mente?

Un’idea mezza accennata, o anche solo voglia di fare le cose fatte bene? Scrivici due righe. O anche tre, va bene lo stesso.

Scrivici