Quanto costa un logo (e quando serve un’identità intera)
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Un logo costa qualche centinaio di euro se lo disegna un freelance agli inizi, da circa 1.000 € a un paio di migliaia se lo firma un designer esperto o uno studio, con ricerca e manuale d’uso. Un’identità visiva intera parte da circa 3.000 €, e la registrazione del marchio si paga a parte.
| Cosa compri | Cosa comprende | Prezzo indicativo |
|---|---|---|
| Logo fai da te | Generatore, AI o modello di Canva: un segno pronto, senza ricerca | Da zero a qualche decina di euro |
| Logo base | Poche proposte, un paio di correzioni, i file finali | Qualche centinaio di euro |
| Logo professionale | Ricerca, più proposte, le varianti, un manuale d’uso essenziale | Da circa 1.000 € a un paio di migliaia |
| Identità visiva | Logo, colori, caratteri, applicazioni, linee guida | Da circa 3.000 €, oltre 10.000 € per un’azienda con tanti materiali |
| Registrazione del marchio | Domanda all’ufficio marchi italiano, una classe | Circa 150 € di tasse, a parte il consulente |
Logo, marchio e identità: tre cose diverse
Quando chiedi quanto costa un logo, spesso stai chiedendo tre cose insieme. Hanno prezzi diversi e le fanno persone diverse.
- 01Il logoÈ il segno: il nome scritto in un certo modo, a volte con un simbolo accanto. Lo disegna un grafico o un designer.
- 02Il marchio registratoÈ lo stesso segno, protetto per legge: nessun altro può usarlo per prodotti o servizi come i tuoi. Si deposita all’Ufficio italiano brevetti e marchi o, per tutta l’Unione europea, all’EUIPO. Di solito se ne occupa un consulente in proprietà industriale, non il grafico.
- 03L’identità visivaÈ quello che sta intorno al logo: colori, caratteri, il modo di usare le foto, le regole per portarlo su insegna, sito, social e confezioni. È ciò che fa riconoscere un’azienda anche quando il logo non si vede.
Un preventivo per «un logo» può voler dire una qualunque di queste tre. Prima di confrontare due cifre, controlla che parlino della stessa cosa.
Da cosa dipende il prezzo
In Italia trovi loghi a pochi euro e loghi a diverse migliaia. La differenza sta in quello che c’è dentro.
- 01Quanta ricerca c’è prima del disegnoGuardare i concorrenti, capire a chi parli, decidere cosa deve dire il segno. Senza questa parte il logo costa meno, ma spesso va rifatto dopo pochi anni.
- 02Quante proposte e quante correzioniDue proposte ragionate o dieci varianti, un giro di correzioni o tre. Ogni giro è tempo: chi fa loghi di mestiere calcola per un progetto professionale almeno 25-30 ore di lavoro.
- 03Solo lettere o anche un simboloUn logo fatto di sole lettere chiede meno lavoro di un simbolo disegnato da zero o di un’illustrazione.
- 04Le varianti e le regoleVersione orizzontale e verticale, in positivo e in negativo, la versione piccola per il profilo social. Poi il documento che spiega come usarle. Ogni pezzo in più alza la cifra.
- 05Chi lo faUn freelance agli inizi, un designer esperto, uno studio, un’agenzia. Cambiano l’esperienza e quello che viene dopo: un’agenzia di solito porta il logo anche su sito, social e stampa.
Le fasce di prezzo
Le fonti di settore danno ordini di grandezza simili, a patto di guardare cosa comprende ogni fascia: dietro la parola «logo» si vendono cose molto diverse. IVA di solito esclusa.
- 01Fai da teDa zero a qualche decina di euro con un generatore online, l’AI o un modello di Canva. Ti porti a casa un segno pronto da scaricare, senza ricerca e senza l’esclusiva: lo stesso modello può usarlo chiunque.
- 02Logo baseQualche centinaio di euro. Di solito un freelance agli inizi o una piattaforma online: poche proposte, un paio di correzioni, i file finali. Può bastare per partire, se sai già cosa vuoi.
- 03Logo professionaleDa circa 1.000 € a un paio di migliaia. Un designer esperto o uno studio: una fase di ricerca, più proposte, le varianti, un manuale d’uso essenziale. La cifra sale con il numero di proposte e con quanto è completo il manuale.
- 04Identità visivaDa circa 3.000 €. Per un’azienda con molti materiali da coordinare si va oltre i 10.000 €. Comprende logo, colori, caratteri, regole per foto e grafica, le prime applicazioni e le linee guida. Sale con la strategia che c’è a monte e con il numero di materiali da progettare.
Sull’identità le fonti non sono d’accordo, perché non chiamano identità la stessa cosa. Per qualcuno sono logo, due colori e un carattere: rientrano nella fascia del logo professionale. Per altri è un sistema completo, con strategia e linee guida lunghe: costa diverse volte tanto. Chiedi sempre l’elenco di cosa c’è dentro.
Sui tempi: per un logo professionale si parla di solito di 2-4 settimane, per un’identità di base di 3-6 settimane.
Con l’AI o con Canva: quando basta
Un generatore o un modello di Canva ti danno un logo in pochi minuti. A volte è la scelta giusta.
- 01Quando bastaUn progetto personale, una prova, un’attività che deve ancora capire se funziona. Ti serve un segno per partire, non per durare anni.
- 02Quando non bastaQuando vuoi registrare il marchio. Canva lo scrive nelle sue pagine di aiuto: gli elementi della sua libreria non si possono usare in un marchio registrato, tranne i caratteri e le forme semplici, perché sono a disposizione di tutti gli altri utenti.
- 03Il rischio di somigliare a qualcunoI generatori producono loghi generici, e un segno generico è difficile da proteggere. Può capitarti un segno molto simile a quello di un altro, magari nel tuo stesso settore.
Se pensi che l’attività duri, metti in conto anche il costo di cambiare logo più avanti: insegna, biglietti, confezioni, sito, profili.
Cosa ti devono consegnare
Qualunque sia la fascia, a lavoro finito devi avere in mano queste cose.
- 01I file vettorialiIl logo in un formato che si ingrandisce senza perdere qualità (SVG, EPS, AI o PDF), dall’icona del sito all’insegna. Più i PNG per l’uso di tutti i giorni.
- 02Le variantiOrizzontale e verticale, a colori e a un colore, in positivo e in negativo, la versione piccola per i profili social.
- 03Colori e caratteriI codici dei colori per la stampa e per lo schermo, i nomi dei caratteri. Se un carattere è a pagamento, chiedi chi ne tiene la licenza.
- 04Le regole d’usoAnche solo poche pagine: lo spazio da lasciare intorno, la misura minima, cosa non fare.
- 05La cessione dei dirittiChiedi che sia scritta nel preventivo o nel contratto: che i diritti di utilizzo economico del logo passano a te, per tutti gli usi, senza limiti di tempo e di luogo. Così su chi può usare il logo, e come, non restano dubbi.
Registrare il marchio: una spesa a parte
La registrazione non è compresa nel prezzo del logo. Paghi le tasse all’ufficio pubblico e, se ti fai seguire, l’onorario di chi presenta la domanda.
- 01In ItaliaAll’Ufficio italiano brevetti e marchi la domanda online costa circa 150 € per una classe, fra tassa e bollo, più 34 € per ogni classe in più. Le classi sono le categorie di prodotti e servizi per cui chiedi la protezione. La registrazione dura dieci anni e si può rinnovare.
- 02In tutta l’Unione europeaAll’EUIPO la domanda online parte da 850 € per una classe, più 50 € per la seconda e 150 € per ognuna delle successive.
Prima di depositare conviene controllare che nessuno abbia già registrato un segno simile nel tuo settore. Il controllo riguarda anche il nome, non solo il disegno.
Quando serve un’identità intera
Il logo da solo basta quando la comunicazione è poca: un biglietto, un profilo, un’insegna. L’identità serve quando il marchio compare in tanti posti e deve sembrare sempre lo stesso.
- 01Hai più canaliSito, social, newsletter, stampa. Senza regole comuni ognuno prende la sua strada.
- 02Più persone lavorano alla comunicazioneUn collaboratore fa i post, la tipografia i volantini, qualcun altro le campagne. Le linee guida servono a loro.
- 03Hai tanti prodotti o tante lineeConfezioni, cataloghi, schede prodotto: il logo da solo non basta a tenerli insieme.
- 04Il tuo settore è affollatoColori, caratteri e foto fanno riconoscere un marchio prima ancora che si legga il nome.
Se un logo ce l’hai già
Rifare il logo di un’azienda che esiste non è come disegnarlo da zero. C’è gente che lo riconosce e ci sono insegne, confezioni e materiali da cambiare. Spesso basta un restyling: si puliscono le forme, si sistemano proporzioni e carattere, e il segno resta riconoscibile. Altre volte il logo va bene così e manca quello che gli sta intorno.
Come si decide e quanto costa lo trovi nell’articolo su quanto costa un rebranding.