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Un sito web aziendale costa da qualche centinaio di euro, se è una vetrina fatta da un freelance su un modello, a oltre 20.000 €, per un sito corporate con molte pagine e più lingue. Con un’agenzia una vetrina parte di solito da circa 2.000 €, un sito aziendale strutturato da circa 3.000 €. Ogni anno si aggiungono dominio, hosting e manutenzione.

In breve: quanto costa
Tipo di sitoCosa comprendePrezzo indicativoCosa lo fa salire
Vetrina5-8 pagine: chi siamo, servizi, contatti, una linguaDa qualche centinaio di euro con un freelance, da circa 2.000 € con un’agenziaDisegno su misura, testi e foto da fare
Aziendale strutturato10-30 pagine, servizi o prodotti, news, SEO di baseDa circa 3.000 €, intorno agli 8.000 € con un’agenziaPagine, catalogo, collegamenti al CRM
Corporate o in più lingueMolte sezioni, più lingue, aree riservateDa circa 10.000 €, oltre i 20.000 €Lingue, integrazioni, sedi e linee di prodotto
Con e-commerceCatalogo, carrello, pagamenti, spedizioniDa circa 5.000 € con un’agenzia, oltre i 15.000 € per cataloghi grandiProdotti, gestionale, listini per i rivenditori
Ogni annoDominio, hosting, manutenzioneQualche centinaio di euro, oltre con la manutenzione a canoneCosa comprende la manutenzione
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Cosa c’è dentro il prezzo

Due preventivi per un sito aziendale possono essere lontani migliaia di euro. Spesso sono due lavori diversi con lo stesso nome. Le voci che spostano la cifra sono queste.

  1. 01Modello pronto o disegno su misuraUn modello si adatta in fretta e costa poco, ma lo usano anche tante altre aziende. Un sito disegnato sull’identità dell’azienda parte dal logo, dai colori e dal modo in cui parla. Chiede più ore, e si vede.
  2. 02Quante pagineUna vetrina con chi siamo, servizi e contatti sta in cinque o sei pagine. Un’azienda con più linee di prodotto, settori diversi, case history e notizie arriva facilmente a trenta. Ogni pagina va progettata, scritta e tenuta aggiornata.
  3. 03Il catalogoElencare i servizi è una cosa. Mettere online duecento prodotti con schede tecniche, filtri e PDF da scaricare è un’altra, anche senza vendere online.
  4. 04I collegamentiModuli che mandano i contatti al CRM, un’area riservata per i rivenditori, il catalogo che si aggiorna dal gestionale. Ogni collegamento è lavoro di sviluppo in più.
  5. 05Le lingueSe vendi all’estero, il sito in inglese serve. Ogni lingua in più vuol dire impianto, traduzione e pagine da tenere allineate.
  6. 06La SEO di partenzaStruttura delle pagine, titoli, velocità, dati per Google. Su alcuni preventivi c’è, su altri è una voce a parte. Conviene chiederlo.
  7. 07Testi e fotoChi li fa cambia parecchio il conto. Hanno un capitolo a parte, più sotto.
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Le fasce di prezzo

Il prezzo preciso arriva dopo aver capito cosa deve fare il sito. Queste sono le fasce che si trovano sul mercato italiano, con quello che sposta ciascuna. IVA di solito esclusa.

  1. 01VetrinaDa qualche centinaio di euro con un freelance o su un modello, da circa 2.000 € con un’agenzia, intorno ai 5.000 € se il disegno è su misura. Cinque-otto pagine, una lingua, un modulo di contatto. Serve a chi deve farsi trovare e dare un’idea seria dell’azienda.
  2. 02Aziendale strutturatoDa circa 3.000 €, intorno agli 8.000 € con un’agenzia, oltre se le pagine sono tante o ci sono collegamenti al CRM. È il sito di una PMI con più servizi o prodotti, una sezione notizie, case history e una SEO di base già impostata.
  3. 03Corporate o in più lingueDa circa 10.000 €, oltre i 20.000 € per gruppi con più sedi, più linee e più mercati. Qui pesano le lingue, le aree riservate e quante persone, in azienda, devono approvare ogni pagina.
  4. 04Con e-commerceCon un freelance si parte da qualche migliaio di euro, con un’agenzia da circa 5.000 €. Un catalogo grande, il collegamento al gestionale o i listini riservati ai rivenditori portano il conto oltre i 15.000 €.

Una lingua in più aggiunge da qualche centinaio di euro a qualche migliaio, più la traduzione. Sotto la prima fascia ci sono i siti fai-da-te, a pochi euro al mese: per partire possono bastare, ma testi, foto e aggiornamenti restano a te.

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Freelance, studio o agenzia

A parità di sito, il freelance costa meno. Cambia quello che c’è intorno al sito.

  1. 01Il freelanceUna persona sola segue tutto, dal disegno alla messa online. Per una vetrina o un sito con poche pagine è spesso la scelta giusta. Chiedi chi scrive i testi e chi fa le foto, perché spesso restano fuori.
  2. 02Lo studioUn gruppo piccolo, con un designer e uno sviluppatore. Il disegno è più curato, e c’è qualcuno che risponde anche quando uno dei due è in ferie.
  3. 03L’agenziaCosta di più perché mette insieme strategia, testi, foto, sito e quello che viene dopo: SEO, social, campagne. Serve quando il sito è un pezzo della comunicazione dell’azienda, non un progetto a sé.
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Quanto costa tenerlo, anno per anno

Al prezzo del sito si aggiungono alcune voci che tornano ogni anno.

  1. 01Dominio e hostingL’indirizzo del sito e lo spazio dove vive. Insieme vanno da qualche decina a qualche centinaio di euro l’anno. Un hosting gestito, più veloce e seguito, costa più di uno condiviso.
  2. 02ManutenzioneAggiornamenti, sicurezza, copie di backup. Si paga a canone o a intervento, e il conto sta di solito in qualche centinaio di euro l’anno, oltre se il canone comprende anche le modifiche.
  3. 03Licenze e pluginAlcuni strumenti del sito si pagano ogni anno: un modulo avanzato, un filtro per il catalogo, un plugin per la SEO.
  4. 04I contenutiUn sito con le notizie ferme a due anni fa racconta un’azienda ferma. Chi li aggiorna? Tu, da un pannello semplice, o chi ha fatto il sito, a canone.

C’è chi fa un conto più rapido: ogni anno il sito costa fra il 15 e il 25% di quello che è costato farlo, fra hosting, manutenzione e piccoli interventi.

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Cosa resta spesso fuori dal preventivo

Molti preventivi coprono il disegno e lo sviluppo. Altre voci, che servono, a volte non ci sono.

  1. 01I testiChi siamo, i servizi, le schede dei prodotti. Se li scrivi tu il sito costa meno, ma ci vogliono tempo e un po’ di mestiere. Se li scrive un copywriter, sono un’altra voce.
  2. 02Le fotoLe foto di repertorio si riconoscono. Quelle dell’azienda vera, con le persone, i reparti e i prodotti, si fanno con uno shooting, che ha il suo preventivo: quanto costa uno shooting aziendale.
  3. 03La SEO dopo il lancioLa struttura giusta si imposta col sito. Salire su Google per le ricerche che contano è un lavoro che continua, mese dopo mese.
  4. 04Le traduzioniL’impianto per le lingue è nel prezzo, la traduzione dei testi spesso no.
  5. 05Le campagneIl sito nuovo non porta visite da solo, il primo giorno. Le sponsorizzate su Google e sui social si pagano a parte: quanto costa una campagna Google Ads o Meta Ads.

Se gestisci un ristorante o un hotel, c’è un articolo a parte, con prenotazioni, lingue e commissioni delle piattaforme: quanto costa un sito per un ristorante o un hotel.

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Rifare il sito o sistemare quello che c’è?

Non sempre serve ripartire da zero. Conviene rifarlo quando:

  1. 01L’azienda è cambiataNuovi servizi, un mercato nuovo, un logo nuovo, e un sito che racconta ancora l’azienda di dieci anni fa. Se c’è di mezzo un’identità nuova, il sito va rifatto con quella: quanto costa un rebranding.
  2. 02Dal telefono non si usaTesti piccoli, menu che non si aprono, pagine lente. Chi ti cerca dal telefono trova un sito che non si legge.
  3. 03Non lo puoi aggiornareOgni modifica passa da chi l’ha fatto, o da nessuno. Il sito resta fermo e smette di servire.
  4. 04Non porta contattiLe visite ci sono, le richieste no. A volte basta rifare le pagine dei servizi e il modulo; a volte è la struttura intera che non funziona.

Se il sito funziona e ha solo bisogno di contenuti nuovi, spesso basta aggiornarlo. Costa meno, e quello che hai costruito su Google resta.

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Cinque domande da fare prima di firmare

  1. 01«Testi e foto sono compresi?»Se no, chiedi quanto costano a parte, o chi li fa.
  2. 02«Il sito lo posso aggiornare da solo?»Se ogni modifica passa da chi l’ha fatto, è un costo che torna tutto l’anno.
  3. 03«La SEO di base è dentro il prezzo?»Titoli, struttura, velocità, redirect dalle pagine del vecchio sito. Se manca, rischi di perdere le visite che hai già.
  4. 04«Cosa comprende la manutenzione?»Solo aggiornamenti e sicurezza, o anche le modifiche? E in quanto tempo rispondono?
  5. 05«Il sito è intestato a me?»Dominio, hosting, contenuti e accessi devono restare tuoi, anche se un giorno cambi chi te lo segue.
FUL Agency

Come lo facciamo in FUL

Un sito aziendale lo cominciamo dall’architettura dei contenuti: chi lo legge, cosa cerca, dove deve arrivare. Poi lo disegniamo sull’identità dell’azienda, con la struttura SEO già dentro, e i testi e le foto li produciamo noi.

Per DEL, a Rosignano Marittimo, il sito nuovo è arrivato insieme al restyling del logo: grafica e struttura nuove, con la stessa identità del brand book. Per Essere Bio abbiamo portato il negozio su Shopify, pensato per un catalogo di quasi cento prodotti, e lo seguiamo ancora noi. Per Abstract Sport, l’iniziativa di Mantoflex che porta la street art sui campi sportivi, abbiamo fatto la brochure e il sito.

Il servizioSiti web ed e-commerce

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